Oggi condivido con voi non una vacanza bensì una riflessione sul percorso professionale.

Penso che le scelte che facciamo nella vita non sono mai casuali, al contrario, tutte le decisioni importanti rispecchiano in qualche modo i nostri valori e le nostre ambizioni e ci rappresentano più di quanto pensiamo.

Riflettendo sul mio percorso, devo dire che la strada era abbastanza tracciata ed intuibile sin dal periodo del liceo e mi rivedo oggi con un sorriso nella veste di organizzatrice di gite extra scolastiche partire insieme ad una decina di compagne alla scoperta di Firenze e Roma. Bei tempi spensierati!

Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia di viaggiatori e fin da bambina ho vissuto e percepito il viaggio come un’esperienza speciale che deve lasciarci qualcosa anche a distanza di tempo.

Quando ho finito il liceo e sono partita per studiare all’estero mia mamma si è ammalata di Sclerosi Multipla e poco a poco ha iniziato a perdere la capacità di camminare da sola ma non certo il desiderio di vivere intensamente e di continuare a viaggiare!  

Ed ecco che nel quotidiano e durante i viaggi iniziarono ad emergere i primi problemi pratici legati alla nuova condizione dovuta alla disabilità:  luoghi, servizi ed escursioni non accessibili, mezzi di trasporto non adatti, camere di hotel e bagni inadeguati ad accogliere ospiti, in carrozzina.

Ricordo come se fosse ieri (era il 1998) quando dovetti partire per andare in soccorso dei miei genitori perché mio padre si era bloccato la schiena a causa di uno sforzo durante una vacanza ad Ischia. Quando arrivai in hotel capii immediatamente che la struttura non era adatta alle esigenze di una persona con disabilità motoria. Purtroppo era fine stagione e non potevamo cambiare hotel perché la maggior parte delle strutture era già chiusa.

In quel periodo della mia vita mi ero appena laureata e non lavoravo ancora nel settore del turismo ma fu comunque un’esperienza importante che mi è servita successivamente.

L’opportunità di lavorare nel settore del turismo arrivò nel 2002, accettai la nuova sfida e in pochi giorni mi trasferii da Milano a Nizza, in Costa Azzurra. In pochissimo tempo capii che il mondo dei viaggi era il mio: un mondo sempre in movimento, informale, internazionale, un mondo fatto di contatti e di organizzazione.

Dopo aver fatto qualche anno di esperienza ho iniziato a sentire il bisogno di approfondire il tema della sostenibilità e dell’accessibilità nel settore e successivamente ho capito che volevo fare qualcosa di concreto per rendere il turismo più accessibile e più responsabile.

Così nel 2014 è nato questo progetto che ha come obbiettivo quello di creare itinerari di viaggi sostenibili in Toscana (e non solo) adatti a tutti, senza barriere, e contemporaneamente quello di promuovere la cultura dell’ospitalità inclusiva come Ospitalità di Qualità attraverso la formazione professionale. 

In questi ultimi anni ho creato diversi tours coinvolgendo numerose agenzie viaggi e ho avuto la prova che la strada intrapresa è quella giusta.

Però dobbiamo ancora lavorare molto per migliorare il livello di accoglienza e di qualità delle nostre destinazioni e dei servizi turistici ma è una sfida interessante per tutti:

imprese private ed amministrazioni pubbliche perché solo in sinergia si possono raggiungere obiettivi importanti e cambiamenti culturali.

In questo momento di profonda crisi bisognerebbe investire nella formazione del personale e del capitale umano, innovare i prodotti/servizi perché quando si ripartirà le persone saranno molto cambiate e saranno sempre più al centro dell'attenzione.